Domenica, Maggio 20, 2012
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Sondrio - Chiesa Rasura

La Chiesa Parrocchiale di San Giacomo divenne vicecuria nel 1368: l'attuale edificio venne consacrato nel 1640. Vi si accede passando dal sagrato, ove si trova una piccola grotta chiusa da una cancellata di ferro battuto (XVII).

La facciata della Chiesa di Rasura è barocca con elegante portale sormontato da una statua rappresentante San Giacomo e tre ampie finestre, la centrale delle quali ad arco. Ha una sola navata con due cappelle. Sulla controfacciata vi è una cantoria di legno a pannelli dipinti con putti e fregi dorati (XVIII) e l’organo.

Sulla parete di sinistra della chiesa vi è una nicchia con una statua lignea dipinta raffigurante San Rocco, cui fa riscontro nella parete di fronte un'altra nicchia con l'immagine di San Sebastiano (XVII). Nella cappella di sinistra si trova un altare marmoreo con ai lati delle tavolette illustranti la vita della Madonna (XVIII).

Nel presbiterio sono collocati due banconi corali con cinque stalli ciascuno, adorni di cariatidi e fregi vari. Sul fregio di uno stallo si legge la data 1685. Sulla parete di sinistra vi è una grande tela raffigurante il Martirio di San Giacomo, di gusto tiepolesco, di ottima composizione e colorito chiaro e armonioso, sicuramente proveniente dal Veneto (XVIII).

Sulla parete di fondo è collocata un'ancona di legno intagliato, dorato e dipinto di gusto prettamente barocco, con colonne tortili sorrette da due grosse teste di cherubini contenente una tela con l’immagine di San Giacomo e attorno ai 12 scomparti recanti scene della vita del Santo (XVII). Ai lati dell’altare vi sono due angeli porta lumi in legno scolpito dorato e dipinto (XVII).

Sulla parete di destra vi è una tela rappresentante la Madonna incoronata da angeli e Gesù Bambino, due santi inginocchiati e le anime del purgatorio (XVII). Nella sacrestia vi sono tre piccole tele tra cui una raffigurante il Volto di Cristo (XVIII), un ostensorio in argento (XVIII), un calice pure in argento (XVII). In un locale attiguo alla chiesa vi è un piccolo armadio intagliato e scolpito in forma di prospetto architettonico (1687).

Relazione dello stato di fatto

L’edificio e il campanile della Chiesa di S. Giacomo a Rasura, costruiti nella seconda metà del XVII secolo, presentano uno stato di conservazione mediocre per quanto riguarda le finiture delle chiusure e necessitano di un intervento di manutenzione straordinaria. La manutenzione deve riguardare sia le chiusure in sasso, a ovest e parte di quelle a nord e a sud, rivestite da intonaco tradizionale a tre strati (rinzaffo, arriccio, finitura) e decorate con stucchi, sia le rimanenti parti di chiusure rivestite da un intonaco strollato in malta di cemento. Si deve inoltre controllare che le coperture della Chiesa, degli edifici annessi e del campanile, in tegole in ardesia della Valmalenco posate su assito di legno, presentino un’adeguata efficienza nel proteggere l’edificio dagli agenti atmosferici. L’acqua piovana viene raccolta e condotta a terra attraverso gronde, pluviali e canali in rame.

L’edificio della Chiesa è sovrastato dal campanile a nord, alto trentasei metri s.l.m., rivestito quasi interamente da intonaco strollato ad eccezione delle parti sopra l’orologio che sono intonacate in modo tradizionale e presentano, sebbene siano molto degradate, una tinteggiatura ornata da figure geometriche regolari.

I portoni di ingresso della Chiesa e le finestre, protette da inferriate di ferro, dei locali annessi sono realizzate in legno, invece le superfici vetrate che illuminano dall’alto la navata e l’abside sono dotate di telaio di ferro e presentano delle vetrate colorate rappresentanti immagini ecclesiastiche.

Attraverso una fase di analisi del degrado manifestato si vuole evidenziare lo stato fisico e funzionale “dell’organismo edilizio” Chiesa di S. Giacomo e delle sue parti per giungere ad una diagnosi precisa. Dall’individuazione del degrado si giunge, attraverso lo studio delle sue cause e dei materiali che lo costituiscono, alla determinazione della o delle soluzioni di ripristino ottimali. Si esegue una mappatura del degrado che evidenzia le anomalie individuate, secondo una categoria di difetti significativi a ciascuna delle quali si assegna una simbologia specifica, la loro estensione e si riportano le indicazioni del riferimento fotografico allegato. Le categorie di degrado vengono sintetizzate attraverso l’aiuto di alcune schede del degrado e di schede che individuano le possibili soluzioni tecniche di intervento.

Inoltre si effettuerà una campagna stratigrafica per individuare le caratteristiche e la colorazione dell’intonaco originario della Chiesa e del Campanile.

Nell'opera di ripristino dell'intonaco della facciata della Chiesa di San Giacomo a Rasura verrà tenuta presente la funzione preponderante protettiva (finitura idrosiliconica Supersilan Plus), nei confronti degli agenti atmosferici, tuttavia non si deve trascurare la funzione decorativa. Nella scelta dei materiali per il ripristino della finitura si scelgono dunque delle malte che offrono un'efficace difesa dagli agenti atmosferici, di risalita capillare e possiedono le caratteristiche dei materiali orignari. La scelta si rivolge a quei materiali che utilizzano la calce idraulica come principale legante.

1) Quali sono le difficoltà incontrate nella direzione lavori di tale intervento ?

La DL non ha presentato particolari problemi, soprattutto perché è stata meticolosa la fase progettuale, così come deve essere per questa tipologia di interventi; dallo studio dei materiali dello stato di fatto alla scelta progettuale dei nuovi materiali. Le problematiche sono state più logistiche di ripartizione dei carichi dei ponteggi sulle coperture e del trasporto dei materiali essendo la strada di accesso limitata.

2) Ci precisa la scelta di un ciclo di riqualificazione dell' edificio con tecnologie e prodotti a base di calce idraulica ?

L’utilizzo di rasante a base di calce mi è servito per dare continuità al grado di traspirabilità esistente nella struttura, in modo da non alterare l’equilibrio, chimico e fisico, che nel tempo si è instaurato tra i materiali originari delle murature.

3) Quale importanza ha la traspirabilità della muratura in condizioni come quelle dell' edificio oggetto dell' intervento ?

La traspirabilità chiaramente, rende “viva” la muratura e per questo conferisce durevolezza; in questa tipologia di interventi, in cui le malte a base di calce permettono la vita nei secoli alle strutture, il nostro compito è quello di dare continuità a quello che gia c’è; questo concetto apparentemente semplice implica lo studio attento dell’esistente e del suo contesto e la scelta intelligente del ciclo di ripristino con i materiali oggi disponibili. Una scelta superficiale o errata porta all’inevitabile “morte” della muratura con il conseguente degrado in tempi brevi dell’intera struttura.

4) Quale ruolo ha la protezione conferita alle superfici esterne del manufatto con prodotti idrosiliconici?

L'uso di prodotti idrosiliconici, mi ha permesso di mantenere la traspirabilità (supersilan plus) e quindi i vantaggi precedentemente enunciati, parallelamente ad un elevato grado di protezione e decoro superficiale. Ritengo per questo essenziale, per interventi di restauro e risanamento conservativo, non la semplice scelta di un prodotto bensì l’individuazione di un CICLO PROTETTIVO completo ad hoc.